Pesca: Panontin/Telesca, la logica di sistema favorisce il rilancio della pesca e acquacoltura

Conferenza stampa del 21/12/2016. Assessori Panontin e Telesca e Associazioni di rappresentanza settoriale Confcooperative e Legacoop.

Udine, 21 dicembre – “I molluschi bivalvi allevati e raccolti nel Friuli Venezia Giulia sono garantiti e sicuri, mentre la filiera ittica in questi anni, anche grazie agli interventi che ha stanziato la Regione nel tempo, sta superando la crisi e punta alla valorizzazione e allo sviluppo, e disporrà fino al 2020 di un budget di 8 milioni di euro per gli interventi nel settore”.
Lo hanno evidenziato all’unisono gli assessori regionali alla Pesca, Paolo Panontin, e alla Salute, Maria Sandra Telesca, intervenendo congiuntamente ai rappresentanti di Confcooperative e Legacoop FVG Dean e Zanutti, alla presentazione dell’esito della collaborazione sinergica in atto tra l’Amministrazione, le imprese, i consorzi e le associazioni di categoria del settore ittico.
Che, com’è stato evidenziato –“é significativa e strategica, rappresenta un’esperienza pilota in Italia, sta affrontando e in diversi casi ha superate le problematiche settoriali, consentendo di ricercare soluzioni atte a consolidare l’economia ittica del Friuli Venezia Giulia”.
Com’è stato rilevato nell’occasione, nel 2016, nel Friuli Venezia Giulia sono stati immessi sui mercati ittici 4 mila e 100 tonnellate di vongole veraci e di cozze da allevamento, 600 tonnellate di fasolari, lupini, cannolicchi, vongole veraci pescati, mille novecento tonnellate di pesce pescato.
In un settore nel quale, sempre nella nostra regione, operano 700 persone coinvolte nelle attività di pesca e acquacoltura.
Si tratta di risultati positivi, è stato detto, raggiunti anche grazie al modello di aggregazione tra i vari soggetti della filiera della pesca e dell’acquacoltura, e le iniziative finalizzate a consolidare il settore.

A questi traguardi, ha specificato Telesca –“si è arrivati anche grazie alla grande attenzione posta alla sicurezza alimentare da parte delle componenti pubbliche e private, che si è concretizzata, alla fine dello scorso anno, con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato a incrementare le attività di controllo, e le azioni volte a garantire la salubrità dei prodotti e la prevenzione, a vantaggio della salute”.
Intesa, alla quale hanno aderito, assieme alla componenti del settore, con la Regione, l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, e l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie.
“In una logica – ha specificato Panontin – che ha voluto privilegiare la creazione di un ‘sistema’ della pesca nel Friuli Venezia Giulia, alla quale l’intera filiera ha aderito con successo consentendo gli attuali risultati”.
“Che sono stati pianificati – ha precisato – anche attraverso il tavolo tecnico di coordinamento con le associazioni maggiormente rappresentative del settore ittico, i consorzi di gestione e le maggiori cooperative, all’interno del quale vengono trattati i problemi di principale interesse per la pesca e l’acquacoltura”.

“Il Friuli Venezia Giulia – ha soggiunto Panontin – si distingue per la capacità di fare aggregazione e sostenere logiche di sistema, con i risultati che oggi sono evidenziati, assieme al settore della pesca e itticoltura, anche in quelli dell’agricoltura e della caccia”.
“Un modello – ha concluso l’assessore – che potrà favorire il rilancio della comparto e potrà essere esteso all’area circostante”.
Dal prossimo anno infatti, sarà il Friuli Venezia Giulia a guidare il Distretto della pesca dell’Alto Adriatico.

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